La crescita eccessiva di peli si distingue in due entità cliniche: l’ipertricosi, che riguarda entrambi i sessi, e l’irsutismo, che riguarda solo le donne.
Si definisce ipertricosi la crescita eccessiva di peli terminali in zone del corpo non influenzate dagli androgeni.
Si distingue in forma generalizzata, in quella dipendente da farmaci e in quella dovuta a diverse malattie.
Si definisce irsutismo la crescita di peli terminali, anomala per le donne, nelle zone del corpo influenzate dagli androgeni, come il labbro superiore, le guance, il mento, la linea mediana del petto, il seno, il basso ventre, la schiena, i glutei e l’interno cosce.
Cause classiche dell’ipertricosi sono l’assunzione di vari farmaci, come il cortisone, l’antiepilettico fenitoina o l’immunomodulatore ciclosporina, ma anche condizioni patologiche come l’ipotiroidismo, l’anoressia nervosa, la porfiria cutanea tarda (di solito dovuta a un consumo eccessivo di alcol) e altre. Un caso comune di ipertricosi localizzata sono i peli che crescono sui nevi (nei) e l’uso topico di minoxidil sul cuoio capelluto per l’alopecia, che può stimolare la crescita dei peli anche sul viso adiacente.
Anche l’ereditarietà ha un ruolo importante nella crescita eccessiva dei peli.
Il laser a diodo a 808 nm è la «novità migliore» nell’epilazione. È considerato la «forza tranquilla» e si rivolge a uomini e donne che desiderano ridurre o eliminare definitivamente i peli di viso, ascelle, schiena, zona genitale e glutei, gambe, ma anche petto e addome, se necessario.
È indolore, si esegue senza crema anestetica ed è estremamente efficace in 5-7 sedute ogni 40 giorni.
Un altro importante vantaggio del laser a diodo è che il paziente può usare creme depilatorie o il rasoio prima delle sedute e non deve lasciar crescere i peli, come accade con i laser convenzionali. Ciò significa dolore minimo e grande tollerabilità anche nelle zone più delicate, con probabilità molto basse di crescita paradossa dei peli.

Il principio di base dell’epilazione è la fototermolisi selettiva, in cui una specifica lunghezza d’onda, per un tempo definito, agisce sul follicolo bersaglio senza intaccare i tessuti circostanti. In sostanza, un laser è efficace quando il fascio contiene l’energia adeguata e ogni impulso dura abbastanza da agire sul follicolo pilifero, provocandone la distruzione.
Il laser a diodo, ad esempio, emette a 808 nm e l’energia e la durata dell’impulso si regolano in base alla zona trattata e a quanto la pelle è chiara o scura. Lo spot del manipolo laser si raffredda automaticamente e, insieme all’applicazione del gel usato anche per le ecografie, il trattamento risulta rapido e indolore.
Grazie al miglioramento della loro tecnologia, sono considerati gli apparecchi ideali per l’epilazione: non serve crema anestetica e il risultato si ottiene di solito dopo 5-7 sedute ogni 40 giorni, con buone probabilità che non siano necessarie ulteriori ripetizioni. Perché? Tutti i laser per epilazione agiscono solo sui follicoli dei peli in crescita, cioè nella fase anagen. Non avrebbe quindi senso eseguire le sedute a intervalli più ravvicinati, poiché non è possibile colpire tutti i follicoli in una sola volta.